Luca Giuseppe Unali

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Luca Unali

Appassionato di comunicazione e crescita personale ha conseguito la licenza come Master Avatar® presso Star's Edge International nell'aprile del 2016.
E' attivo come Master Avatar all'ispirazione degli allievi che partecipano ai corsi Avatar® predisposti da Star's Edge International.

Ha partecipato ai corsi di:
- Avatar® corso Base - Gennaio 2016;
- Avatar® corso Master - Aprile 2016;
- Avatar® corso Professional - Ottobre 2016.

Avatar®

Avatar deriva dalla “Lingua Sanscrita”, originaria della tradizione Induista, nella quale la parola ha significato di “incarnazione” da parte di una entità divinatoria, in un corpo materiale.
“Nella letteratura di internet dei giorni nostri” con questo termine si intende identificare la visione che ognuno di noi intende dare di “sé”, in una chat, un profilo social, eccetera, attraverso una foto, una biografia e attraverso la pubblicazione di altri contenuti, al mondo esterno.

Traslando questo concetto alla vita reale, ognuno di noi attraverso il suo aspetto, il suo il “se”, il modo di rapportarsi verso gli altri, la sua cultura eccetera, in maniera più o meno consapevole, si palesa al mondo esterno contribuendo alla determinazione dei punti di vista che ognuno di noi assume rispetto a un suo simile.

Considerando “ogni cosa” animata e inanimata, vivente o meno, possiamo con certezza assoluta accorgerci che ognuno di noi genera verso l’esterno punti di vista. Questi punti di vista sono differenti da persona a persona, restano differenti tra tutti coloro che si creano un’”idea” e, sebbene possano assomigliarsi, restando differenti per frazioni millimetriche rispetto a qualcuno o qualcosa.

Mi piace fare un esempio figurativo molto lampante: pensiamo ai punti di vista come ad una stanza circolare buia, le cui pareti sono costituite da porte. Al centro della stanza è situata una statua e ogni volta che apriremo una qualsiasi porta la statua si illuminerà dall’esterno, dandoci una visione prospettica ogni volta differente.

E non è tutto, ognuno di noi genera punti di vista anche verso sé stesso, creando convinzioni che influenzeranno in modo determinante la realizzazione degli obiettivi personali, il rapportarsi verso gli altri e il modo in cui potremmo affrontare qualsiasi situazione della vita.

C’era una volta un certo studioso, ancora poco conosciuto di nome Harry Palmer, che, come tanti altri studiosi, si rese conto di come i punti di vista, ovvero le convinzioni che noi ci creiamo, o che assumiamo attraverso indottrinamento, o qualsivoglia influenza esterna, hanno il potere di determinare come condurremmo il nostro rapporto con noi stessi e con ciò che ci circonda. Ovvero i punti di vista hanno il potere di determinare l’intero andamento della nostra vita.

Come esseri facenti parte di un universo, è facile capire come i punti di vista di ognuno di noi siano in grado di determinare le sorti di una civiltà planetaria. È vero che i punti di vista sono alla base di una condivisione verbale, tuttavia gli stessi punti di vista influenzano tutte le decisioni e ancor di più le azioni che compiamo conseguentemente, azioni che possono avere, o meno, efficacia su di noi e su tutto ciò che ci circonda.

In tutto questo entra in gioco la nostra coscienza, ma che cosa è?

È la consapevolezza che ci permette di avvertire, comprendere e valutare, quanto avviene nella sfera dell’esperienza individuale e nei rapporti con il mondo esterno. Ovvero la valutazione morale del proprio agire, spesso intesa come criterio supremo della moralità.
Quindi si presuppone che tutti noi abbiamo dei valori genuini per noi stessi ed è scontato, a priori per ognuno di noi, che a livello inconscio “primordiale”, non arrecheremmo a noi stessi in alcun modo male o violenza.

Questo nella teoria ma nella pratica?

La nostra mente è un l’elemento più articolato della nostra fisicità. Possiamo immaginarla come costituita da due signori che si articolano in un “dialogo perpetuo” che dura tutta la nostra esistenza. Questi due signori sono “conscio” e “subconscio”.
Questi due signori nel loro dialogo si avvalgono di dati certi “tangibili”, ovvero di cui abbiamo fatto esperienza, e altri dati le cui convinzioni non hanno fondamento a loro supporto.

Nel momento che la nostra parte conscia è attiva abbiamo consapevolezza di quanto succede, tuttavia il nostro sistema fisico è composto da milioni di “alert” e il nostro subconscio è subito pronto a surclassarci di paure, di vecchi ricordi, indottrinamenti e convinzioni senza alcun fondamento. Ovvero la nostra mente procede ad associare ognuno di questi “alert” ad emozioni derivanti dalle nostre memorie passate.

Tutto questo porta il nostro sistema pensante, che a seconda della gravità della situazione è costretto a elaborare decisioni nel minor tempo possibile, a non eseguire adeguate valutazioni e a prendere quelle che definisco “decisioni di pancia”: ovvero decisioni più o meno inconsapevoli della situazione, della sua evoluzione, e di eventuali effetti negativi per noi stessi e per gli altri.

Quali convinzioni sottendono a questo operare?

Le nostre convinzioni sono strettamente legate alle nostre emozioni e determinano la modalità in cui agiremo. Queste si definiscono “convinzioni autolimitanti” o “auto potenzianti”. Le prime a seconda dei casi sono mascherate da altre, come in una “pila di mattoncini dei Lego”, ma tuttavia esse riaffiorano, inconsapevolmente, attraverso le emozioni ad esse legate.

Ciò accade nel momento in cui il nostro spirito empatico è dormiente.

Pur non avvertendo all’esterno alcuna reazione e dentro di noi alcun conflitto, disorientamento o segnale fisico del nostro corpo, sicuri di noi stessi, abbiamo la convinzione di agire in piena consapevolezza, ma tuttavia abbiamo dimenticato di chiederci: “ciò che sto facendo lo farei per me?”; o ancora: “ciò che sto facendo è la cosa giusta o potrebbe arrecare danno a me o a persone e cose nel presente o in futuro?”

Empatia.

Al di la di tutte le definizioni che si trovano nella letteratura, come per esempio: <<l’empatia è la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d'animo o nella situazione di un'altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva>>; personalmente ho imparato a interiorizzare nella pratica: “sentiti come ci si senta ad essere qualcun’altro o qualcos’altro che non sia te stesso”, ovvero a far esperienza, facendo scaturire in me tutte quelle emozioni e stati d’animo che, grazie a parole dette, giudizi, decisioni prese e azioni messe in atto, oppure eventi esterni non dipendenti da me, possano alternarsi in un altro individuo. La partecipazione emotiva è, come sovviene, necessaria per far esperienza e comprendere lo stato d'animo o la situazione di un'altra persona,

Tutto ciò sembra scontato, tuttavia anche il più bravo dei mentori può cadere in inganno nonostante abbia imparato a lavorare su sé stesso. Ciò ci insegna che il lavoro su noi stessi è un percorso di crescita che ci accompagna per tutta la vita.

Come conduciamo la nostra vita e portiamo a compimento gli obiettivi che sentiamo giusti per noi?

Avatar® è un percorso di risveglio della coscienza e crescita personale; <<è un corso che ti porta a scoprire come ciò che credi attrae le situazioni e gli avvenimenti che sperimenti nella tua vita. Lo scopo del corso è di guidarti in un’esplorazione della coscienza e di fornirti gli strumenti per modificare le cose che tu vuoi cambiare>> (Harry Palmer)

Contiene lezioni di parole, in quanto vengono chiariti alcuni concetti basilari come l’influenza delle nostre convinzioni sulle esperienze che viviamo, e lezioni di vita che, attraverso un programma di esercizi strutturati, insegnano ad usare le facoltà come attenzione e volontà, per raggiungere gli obiettivi personali.

Ma prima di tutto è necessario fare chiarezza per individuare gli obiettivi giusti per ogni singolo individuo.
Il lavoro che proponiamo è pratico, profondo e personalizzato ma soprattutto divertente.
Ogni partecipante ritorna a casa essendosi impadronito di una tecnica efficace, potente e ben verificata, quindi non di un libro con semplici esercizi.

Ogni partecipante torna a casa con un bagaglio pieno di esperienze, conoscenze e relazioni interpersonali.

Ai nostri corsi si sperimentano gli esercizi e i programmi di lavoro personale, istruiti da master Avatar® Esperti in modo da avere la padronanza per poterli applicare autonomamente nella propria vita di tutti i giorni.
Tuttavia la rete di Master (Maestri) Avatar® (In Italia li potremmo chiamare coach o counselor) è sempre disponibile, senza ulteriori costi, a seguire i propri allievi una volta conclusi i corsi, negli esercizi e programmi di lavoro personale, cosa che nessun altro metodo di crescita personale e risveglio della coscienza mi risulta faccia.

Avatar® è trasmesso in tutto il pianeta fin dal 1986 ed è frutto di oltre 35 anni di studi del suo fondatore Harry Palmer.

Di Avatar® Rimangono degli strumenti di crescita di cui usufruire per tutta la vita.

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